alessia scala

Credo di non appartenere a nessuna tecnica in particolare..sono stata attraversata un po’ da tutte, sperimentando…..con curiosità. Il mio corpo e la mia coscienza ne sono segnati. Danza…comunicazione…ricerca personale. Attraverso la danza…conosco me stessa e il mondo. Come una personale lente di ingrandimento; anello di congiunzione, di connessione con le altre cose, realtà e espressioni artistiche;…modo di essere…qualcosa in cui credo…Con gli anni si rafforza il mio senso di responsabilità…e sento…di divulgare ….aprire ….condividere e trasmettere. Attraverso i momenti creativi e performativi connetto …me stessa al mondo e alle sue infinite sfumature e complessità. Quando creo…sento di esistere…come artista e individuo. Non penso ad una tecnica, sicuramente ad un messaggio, ad un qualcosa che voglio esprimere, qualcosa che mi appartiene, che rifletta le mie esperienze umane, scritte sul corpo e che, allo stesso tempo, possa coinvolgere e riguardare anche gli altri. Penso………ad un leit motiv, ci ripenso, mi faccio compenetrare, fin quando la mia idea si può tradurre in movimento, immagine…azione.I miei lavori…specchio delle mie esperienze: cambiare spazi, pelle…..continuamente…il viaggio, il passaggio, il rapporto con la propria terra, le proprie radici, negazione e liberazione da esse……ritorno..Ricerco….chiarezza e trasparenza.

Credo…di essere eternamente in conflitto, in bilico, ribollente. Il tendere verso un ordine in questo caos sviluppa coerenza che, seppur in minime dosi, credo sia necessaria. Mi interessa… la sincerità nell’azione. Credo….che la danza debba esprimere un messaggio di cultura.Per cui ………coniugo… il mio spirito di ricerca con la concretezza che ti dà l’affrontare un tema universale, percepibile, intellegibile.Ogni mio lavoro ha una sua anima e peculiarità ed anche un suo destino. Il disegno spaziale……determinante per un “significato”. Lo spazio assume un’importanza  connotativa, rappresenta una mappa, un percorso dove il corpo disegna il suo tragitto o il suo dirottamento, la sua storia e drammaturgia.Cerco……di mantenere uno stato di apertura e di ascolto,  di pura sensibilità…..il mio momento creativo è uno spazio; cerco di mantenerlo limpido e allo stesso tempo in sottile relazione con il rumore del mondo, le contaminazioni, le acquisizioni culturali, il processo di razionalizzazione. Credo…che la danza, per quanto possa far riferimento a temi politici, filosofici o letterari, esuli dalla narrazione.. Credo che la bellezza di quest’arte…….sia la sua qualità intrinseca di trasformazione ed evoluzione perpetua……il corpo è uno strumento……..con un enorme potenziale creativo, da plasmare e sintonizzare con l’universo, con  il proprio sentire e pensare. Mi piace percepire l’immenso nel nulla…basta un gesto per creare un momento di connessione……..